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Dal 13 settembre all’11 ottobre, quattordici concerti agli organi storici
Tredici interpreti, tra artisti affermati sulla scena internazionale e giovani musicisti già premiati nei maggiori concorsi europei; quattordici diversi organi, ciascuno con una propria storia e fisionomia sonora; otto località tra Treviso e la Marca. Sono i numeri della 38ma edizione del Festival Organistico Internazionale “Città di Treviso e della Marca Trevigiana”, che dal 13 settembre all’11 ottobre tornerà nelle chiese con un nuovo cartellone firmato dal direttore artistico Roberto Antonello.
Il Festival, promosso dal Comitato Promotore e coprodotto con Asolo Musica - Veneto Musica, è reso possibile dal sostegno dei Comuni che ospitano i concerti, della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, con il contributo di CentroMarca Banca e la disponibilità delle comunità parrocchiali coinvolte.
«Il Festival Organistico Internazionale rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare uno strumento straordinario come l’organo, che vanta una tradizione antichissima e racchiude in sé secoli di storia, arte e cultura musicale», le parole dell’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Treviso, Maria Teresa De Gregorio. «Treviso e la Marca custodiscono un patrimonio organistico di grande valore, fatto di strumenti storici che sono parte dell’identità dei nostri luoghi e che meritano di essere conosciuti, ascoltati e tramandati. Il Festival ha il grande merito di farli vivere, affidandoli ad interpreti di livello internazionale e creando un percorso che unisce musica, storia, chiese e territorio. Una proposta culturale che diventa anche occasione di scoperta e valorizzazione turistica, capace di raccontare Treviso attraverso un patrimonio autentico e profondamente radicato nella sua storia».
Michele Pedoja, presidente del Comitato Promotore del Festival, sottolinea: «Dopo tanti anni, ciò che ci dà più soddisfazione è vedere che il Festival continua ad avere un pubblico affezionato e insieme la capacità di suscitare nuova curiosità. È questa presenza che ci permette di proseguire con orgoglio un lavoro costruito nel tempo e di rinnovarlo di edizione in edizione. E in questa storia resta per noi fondamentale Riccardo Moscatelli, che a undici anni dalla sua scomparsa continuiamo a sentire come l’anima del Festival».
Maurizio Jacobi, presidente di Asolo Musica - Veneto Musica, afferma: «Nell’anno in cui Asolo Musica celebra cinquant’anni di attività, il rapporto con il Festival Organistico acquista per noi un significato ancora particolare. È una collaborazione consolidata, nella quale due realtà con storie e identità proprie lavorano insieme da molto tempo. La coproduzione e l’esperienza del circuito Cantantibus Organis mostrano quanto sia importante oggi mettere in relazione competenze e progetti, facendo crescere una rete musicale a dimensione regionale».
«Ogni comunità cresce quando sa custodire le proprie radici e, al tempo stesso, aprirsi al dialogo e al confronto. Il Festival Organistico Internazionale rappresenta da molti anni un esempio concreto di questo percorso: unisce storia e futuro, patrimonio artistico e partecipazione, eccellenza culturale e vicinanza alle persone. CentroMarca Banca è orgogliosa di sostenere un'iniziativa che contribuisce a rafforzare l'identità del territorio e a renderlo protagonista attraverso il linguaggio universale della musica», commenta Claudio Alessandrini Direttore Generale CMB. «Promuovere cultura significa infatti generare valore condiviso, alimentare relazioni e offrire opportunità di crescita che si riflettono sull'intera comunità. È in questa visione che si riconosce il nostro essere banca di prossimità, attenta alle persone e impegnata a favorire lo sviluppo sociale e culturale dei luoghi in cui opera». A dare il via al Festival sarà domenica 13 settembre l’11ª Crociera Organistica sul Sile, formula nata nel 2015 e divenuta negli anni uno degli appuntamenti più riconoscibili della manifestazione. Protagonisti saranno Francesco Grigolo all’organo e Dario Balzan ai saxofoni: il primo, allievo di Roberto Antonello e Pier Damiano Peretti, svolge attività concertistica in Italia e all’estero; Balzan ha collaborato con orchestre quali la Sinfonica Nazionale della RAI e il Teatro Regio di Torino e con musicisti e direttori da Luciano Berio e Salvatore Sciarrino a Georges Prêtre e Valery Gergiev, con una particolare attenzione alla musica contemporanea. I due saranno impegnati in tre concerti lungo il fiume e in altrettanti programmi raccolti sotto tre parole-guida: “Libertà”, alle 12 nella chiesa parrocchiale di Cendon di Silea sull’organo di Antonio Barbini e Giovanni Pizzenardi (1780); “Contemplazione”, alle 15 nella chiesa di San Teonisto e Compagni Martiri a Casier, sull’organo ottocentesco Pugina/Aletti/Zanin; “Tradizione”, alle 17 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Casale sul Sile, sull’organo di Francesco Merlini (1782). Da Girolamo Frescobaldi, Georg Muffat e Antonio Vivaldi fino al Novecento e alla musica contemporanea, il percorso alterna pagine originali e trascrizioni e mette in dialogo la lunga storia dell’organo con le possibilità timbriche ed espressive del saxofono.
Dal Sile il Festival tornerà a Treviso venerdì 18 settembre con Andreas Liebig, organista della Cattedrale di Basilea e interprete dalla lunga carriera internazionale, all’organo dei Fratelli Serassi (1858) della chiesa di Sant’Agostino. “Elevazione” attraversa tre secoli, dalla Pastorale di Johann Sebastian Bach alla tradizione italiana tra Sette e Ottocento, fino a Padre Davide da Bergamo e Vincenzo Antonio Petrali. Il giorno seguente, sabato 19 settembre, nella chiesa di San Cassiano a Quinto di Treviso, Benedetta Porcedda, ECHO Young Ambassador 2026, farà dell’organo di Giovanni Battista De Lorenzi (1865) il punto di partenza per un “Viaggio nelle identità italiane dell’Ottocento”: dalla Sardegna al Regno delle Due Sicilie, da Roma al Nord della penisola, fino alle pagine legate al Risorgimento, in un mosaico delle diverse culture musicali dell’Italia appena unificata.
Domenica 20 settembre, a San Trovaso di Preganziol, il Duo Sonorus, formato dalla violinista barocca olandese Lisette Carlebur e dall’organista spagnolo Victor Baena, proporrà sull’organo di Giacomo Bazzani (1843) “Nord e Sud”. L’ensemble, nato proprio attorno alla poco frequentata combinazione fra violino e organo, costruisce un itinerario tra Spagna, Paesi Bassi, Germania e Italia, da Francisco Correa de Arauxo e Jan Pieterszoon Sweelinck a Benedetto Marcello e Domenico Scarlatti.
Venerdì 25 settembre Magne Draagen, cantore e organista della chiesa principale di San Michele ad Amburgo dopo essere stato per nove anni direttore musicale della Cattedrale di Nidaros a Trondheim, sarà all’organo Kuhn-Hradetzky (2000) del Duomo di Treviso. “Un paesaggio sonoro europeo” parte da Johann Sebastian Bach e attraversa Ottorino Respighi, Edvard Grieg, Camille Saint-Saëns e autori dell’area nordica, esplorando anche quella pratica della trascrizione che ha storicamente allargato il repertorio dell’organo oltre la musica nata espressamente per lo strumento. Sabato 26 settembre Maria Greco, concertista attiva in numerosi Paesi europei e docente al Conservatorio di Cosenza, porterà nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia di Piave “Architetture tedesche”, sull’organo di Gaetano Zanfretta (1892). Da Franz Tunder e Dieterich Buxtehude a Johann Sebastian Bach, Felix Mendelssohn, Johannes Brahms e Max Reger, il programma segue la continuità e le trasformazioni di alcune delle grandi forme della tradizione organistica tedesca.
Domenica 27 settembre tornerà il Concerto Promenade, che invita il pubblico a spostarsi tra tre chiese del centro storico di Treviso e altrettanti strumenti. Protagonista David Kiefer, organista e improvvisatore formatosi tra Friburgo, Parigi e Tolosa, già assistente al Duomo di Colonia e oggi docente a Friburgo, vincitore nel 2025 del Concorso Silbermann di Freiberg e per questo ECHO Young Organist 2026. Alle 15 sarà a Sant’Andrea in Riva sull’Anonimo Veneto del Settecento con un programma interamente dedicato a Girolamo Frescobaldi; alle 15.45 a San Vito sull’organo di Domenico Malvestio (1903), accostando Georg Muffat e Jan Pieterszoon Sweelinck; alle 16.30 a Santa Maria Maddalena sull’organo di Beniamino Zanin (1888), con musica spagnola da Antonio de Cabezón a Isaac Albéniz e un’improvvisazione dello stesso Kiefer. Tre tappe ravvicinate che affidano allo stesso interprete strumenti e letterature molto differenti.
Dopo una pausa, il Festival riprenderà venerdì 9 ottobre a Conegliano, nella chiesa di San Pio X, con Lina Uinskyte al violino e Marco Ruggeri all’organo di Francesco Zanin (1990). Attivo dal 2012, il duo ha costruito una parte importante del proprio lavoro sulla riscoperta del repertorio italiano tra Otto e Novecento e sulle trascrizioni da pianoforte e orchestra. “Viaggio strumentale dal Barocco al Novecento” passerà da Franz Schubert a Filippo Capocci, Antonio Veretti e Antonio Bazzini, comprendendo anche la Fuga BWV 574 di Johann Sebastian Bach su tema di Giovanni Legrenzi, proposta nel quarto centenario della nascita del compositore veneziano.
Sabato 10 ottobre, nella chiesa di San Leonardo a Treviso, Laurens De Man, ECHO Young Organist 2020 e primo organista ad aver ricevuto nel 2024 il Nederlandse Muziekprijs, il massimo riconoscimento olandese per un musicista classico, proporrà sull’organo di Gaetano Callido (1787) uno dei programmi più curiosi dell’edizione: “Da Haarlem a Harlem”. Una sola lettera separa la città olandese, importante centro della cultura organistica europea, dal quartiere newyorkese diventato nel Novecento una delle capitali del jazz: dai compositori attivi ad Haarlem e da Jan Pieterszoon Sweelinck il percorso arriva, passando per Georg Friedrich Händel e Wolfgang Amadeus Mozart, a Duke Ellington e George Gershwin.
La conclusione, domenica 11 ottobre alle 16, sarà affidata a Bine Katrine Bryndorf, direttrice musicale e organista della Cattedrale di Roskilde e docente alla Royal Academy of Music di Londra e alla Royal Danish Academy of Music di Copenaghen, protagonista da anni della scena organistica internazionale. Nella chiesa di Santa Bona proporrà “O Gott, du frommer Gott”, programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach sull’organo di Franz Zanin (1988), concepito guardando ai modelli dell’antica organaria tedesca e in particolare a Gottfried Silbermann. Una scelta che riporta il Festival proprio nel luogo da cui la sua storia prese avvio: fu Peter Westerbrink a inaugurare nel 1989 quel nuovo organo e, nel dopo-concerto, nacque l’idea di creare a Treviso una rassegna organistica internazionale.
La presenza di David Kiefer e Laurens De Man rinnova anche il rapporto del Festival con ECHO - Europae Civitates Historicorum Organorum, la rete europea delle città impegnate nella tutela e valorizzazione degli organi storici, alla cui nascita Treviso contribuì direttamente e nella quale rappresenta l’Italia. Tutti i concerti sono a ingresso libero e gratuito.